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Out from the Radiant Blue... Jumpsuit available in DF ABC Verdun - Ground Floor #ABCverdun #DolceFarfalla
Beirut. Cronache di falafel e tacco 12. Questa città davvero è incredibile. Ci sono i palazzi sminchiati (alcuni dalle bombe, altri solo dal tempo e che brutti lo sono sempre stati), il centro storico perfettamente restaurato ma dove non abita nessuno, i campi profughi, i centri commerciali ultramoderni che sono decorati da giardini pensili, che Babilonia LEVATI! Le pulizie nelle case le fanno le dade filippine, ai fornelli dei ristoranti ci sono omini del Bangladesh e le camere degli hotel le rassettano ragazze somale o eritree. Le signore libanesi della classe media lavorano e l'aiutino domestico se lo fanno dare, il tempo libero lo passano in palestra, non a sgurare il cesso. Nessun libanese è povero da chiedere l'elemosina, i mendicanti vengono da altri stati, per lo più in difficoltà o guerra. Nel centro di beirut è un susseguirsi di motorini per le consegne di cibo d'asporto: pizza, falafel, kebab e sushi.... sushi ovunque, c'è più sushi che illuminazione stradale notturna, a beirut!!! E quando ti sembra che le differenze con casa tua siano tutto sommato meno delle similitudini, ad avallare l'ipotesi compare LEI, miss tacco12che11emezzomiparepoco. Magra, abbronzata, capelli perfetti, semipermanente appena fatto, in simbiosi permanente con l'iphone per farsi mettere in lista o cercare la prevendita... allora, guardando il suo passo sicuro in bilico su quelli che, anche dalla convenzione di ginevra sono ritenuti strumenti illegali di tortura, ti rendi conto che le essere umane si somigliano davvero tutte per desideri, motivazioni, sentimenti e soprattutto per il punto di rosso del gel per unghie da sfoggiare in estate.
Beirut. Cronache di falafel e tacco 12. Questa città davvero è incredibile. Ci sono i palazzi sminchiati (alcuni dalle bombe, altri solo dal tempo e che brutti lo sono sempre stati), il centro storico perfettamente restaurato ma dove non abita nessuno, i campi profughi, i centri commerciali ultramoderni che sono decorati da giardini pensili, che Babilonia LEVATI! Le pulizie nelle case le fanno le dade filippine, ai fornelli dei ristoranti ci sono omini del Bangladesh e le camere degli hotel le rassettano ragazze somale o eritree. Le signore libanesi della classe media lavorano e l'aiutino domestico se lo fanno dare, il tempo libero lo passano in palestra, non a sgurare il cesso. Nessun libanese è povero da chiedere l'elemosina, i mendicanti vengono da altri stati, per lo più in difficoltà o guerra. Nel centro di beirut è un susseguirsi di motorini per le consegne di cibo d'asporto: pizza, falafel, kebab e sushi.... sushi ovunque, c'è più sushi che illuminazione stradale notturna, a beirut!!! E quando ti sembra che le differenze con casa tua siano tutto sommato meno delle similitudini, ad avallare l'ipotesi compare LEI, miss tacco12che11emezzomiparepoco. Magra, abbronzata, capelli perfetti, semipermanente appena fatto, in simbiosi permanente con l'iphone per farsi mettere in lista o cercare la prevendita... allora, guardando il suo passo sicuro in bilico su quelli che, anche dalla convenzione di ginevra sono ritenuti strumenti illegali di tortura, ti rendi conto che le essere umane si somigliano davvero tutte per desideri, motivazioni, sentimenti e soprattutto per il punto di rosso del gel per unghie da sfoggiare in estate.
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